MEGA CONCERTI FREGATURA * SAMBRUNA: «BOICOTTATE, ALTRIMENTI NON FINIRÀ MAI»

La giornalista denuncia i prezzi gonfiati e le condizioni disumane dei live event

Dopo il mega show da record di Ultimo a Tor Vergata, la giornalista di spettacolo Grazia Sambruna ha lanciato sui suoi social un appello provocatorio (ma molto concreto) ai lettori, invitandoli a boicottare gli eventi monstre estivi. Al centro della critica, il meccanismo commerciale che trasforma gli show musicali in un’esperienza sempre più cara e frustrante, dove il pubblico paga cifre consistenti senza certezza di godere effettivamente dello spettacolo.

Secondo la professionista, il sistema segue uno schema ricorrente e penalizzante per i consumatori. I biglietti vengono messi in vendita con un anno d’anticipo, creando una situazione di urgenza artificiale alimentata dai social network degli artisti e dai siti specializzati, che annunciano continuamente il sold out imminente. Di fronte a questa pressione psicologica, il potenziale spettatore si trova costretto a scegliere rapidamente: comprare subito a prezzo pieno, oppure rischiare di restare escluso.

LA TRAPPOLA DEL SOLD OUT ARTIFICIALE

Un elemento centrale nella denuncia riguarda il concetto stesso di «esserci». Secondo Sambruna, la presenza fisica non equivale affatto all’esperienza dello spettacolo. Molti biglietti venduti relegano gli acquirenti a distanze enormi dal palco, nelle sezioni peggiori dello stadio, spesso senza possibilità di visuale o qualità audio adeguata. Il pubblico si ritrova in mezzo a centinaia di migliaia di altre persone, con accesso limitato ai servizi igienici, esposto al sole senza protezione e costretto ad acquistare bevande a prezzi gonfiati.

PAGARE PER NON VEDERE

La situazione si complica ulteriormente quando il concerto (eventi che spesso costano 100-200, anche 500 euro) raggiunge una capienza che genera il caos logistico. Chi arriva non riesce nemmeno ad entrare nei cancelli, eppure il rimborso del biglietto rimane impossibile. La risposta delle organizzazioni, sostiene Sambruna, è sempre la stessa: «oggi i concerti sono così», come se fosse una condizione naturale e inevitabile.

IL DISAGIO DELLA FOLLA INFINITA

La giornalista invita infine i lettori a smettere di alimentare questo sistema attraverso il mancato acquisto dei biglietti. «Boicottate, non comprate, non finirà mai se no», scrive con tono deciso. Fa notare come l’arrivo degli Oasis a Tor Vergata il prossimo anno rappresenti un test significativo: molte persone si sentiranno comunque attratte, nonostante la consapevolezza dei problemi strutturali. Secondo la sua prospettiva, solo il rifiuto collettivo dei consumatori potrebbe forzare un cambio nelle politiche tariffarie e organizzative delle grandi produzioni musicali.

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