GARLASCO, IL NUOVO TESTIMONE A FILOROSSO CONFERMA: “ERO LÌ IL 13 AGOSTO” (SARÀ ATTENDIBILE?)

L’uomo riafferma la sua versione nel programma di Rai 3, descrivendo una ragazza in bicicletta

Un testimone si è presentato a volto scoperto nell’intervista trasmessa da Antonino Monteleone durante la seconda puntata di «Filorosso» su Rai 3, ribadendo con determinazione la propria presenza a Garlasco il 13 agosto 2007, il giorno della morte di Chiara Poggi. Dopo le polemiche sollevate dalla prima apparizione, l’uomo ha deciso di mostrarsi pubblicamente per rafforzare la credibilità della sua deposizione.

Secondo il racconto, quell’agosto si trovava in paese per motivi lavorativi, impegnato negli allestimenti per un grande evento in programma il 15 agosto presso la discoteca Le Rotonde. Arrivato con anticipo, ha approfittato per passeggiare nel centro, notando come il paesino fosse quasi deserto a causa della prossimità di Ferragosto. Durante questa camminata sostiene di aver incrociato altre persone, tra cui una ragazza in bicicletta che gli ha particolarmente colpito l’attenzione.

Nella descrizione fornita a Monteleone, il testimone ha ricordato con dettagli precisi il volto della giovane donna, il suo abbigliamento e persino le caratteristiche della bici. “Io ti posso anche descrivere le altre persone che ho visto, a me è rimasto tutto impresso”, ha affermato, spiegando che certi momenti si fissano nella memoria in modo indelebile. Ha descritto occhi “spiritati”, un completino nero, occhiali sulla testa, e una bicicletta nera con raggi cromati che riflettevano la luce. Ha inoltre sottolineato di aver percepito fretta piuttosto che consapevole fuga.

QUANDO HA DECISO DI PARLARE E LE CRITICHE RICEVUTE

Interrogato sul perché non avesse testimoniato all’epoca dei fatti, l’uomo ha spiegato che l’argomento semplicemente non lo interessava. Solo lo scorso anno, mosso da quello che definisce una questione di coscienza e da anomalie percepite nella vicenda, ha deciso di contattare i carabinieri. Alle critiche sulla veridicità delle sue affermazioni, ha replicato con tono sfidante, invitando le autorità a denunciarlo formalmente qualora ritenessero false le sue dichiarazioni.

Il testimone ha inoltre affrontato la questione dei dettagli ritenuti imprecisi dalle forze dell’ordine, in particolare riguardo al numero di telefono fornito durante la deposizione. Ha spiegato di avere tre numeri in uso nel 2007 e di aver eventualmente comunicato un numero non corrispondente a quello effettivamente utilizzato quel giorno, disponibile comunque a fornire ulteriori chiarimenti qualora richiesto.

QUANDO LE MINACCE E IL SEGRETO INVESTIGATIVO

Un elemento particolarmente rilevante del racconto riguarda quanto avvenuto circa venti giorni dopo la sua deposizione. L’uomo riferisce di essersi visto presentare al citofono due individui che gli avrebbero intimato di non parlare di Garlasco e di farsi gli affari suoi, minacciandolo di conseguenze negative. Sottolinea di ricordare perfino i dettagli della Fiat Polo nera su cui gli assalitori si sarebbero allontanati, nonostante il breve arco di tempo dell’incontro. Ha inoltre evidenziato come gli fosse stato assicurato il segreto investigativo, rendendo ancora più sospetto il fatto che il suo indirizzo fosse stato rintracciato.

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