GARANTE MULTA «LE IENE» E «ZONA BIANCA» PER LE IMMAGINI DI CHIARA POGGI (59MILA EURO)

RTI condannata a pagare oltre 59.600 euro per aver mostrato il cadavere della vittima di Garlasco: vietata ogni ulteriore diffusione

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto a RTI S.p.A. una sanzione pecuniaria di 59.606 euro per aver trasmesso immagini esplicite del corpo senza vita di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel 2007. Il provvedimento è stato adottato dopo l’accoglimento dei reclami formali presentati dai genitori della vittima, Giuseppe Poggi e Rita Preda, attraverso il loro legale Vinicio Longo. L’Autorità ha contestualmente disposto il divieto assoluto di riproporre quelle immagini in qualsiasi formato o contesto.

Le puntate oggetto della sanzione sono due. La prima è lo speciale de «Le Iene» intitolato «Inside, delitto di Garlasco, caso riaperto», andato in onda il 30 marzo 2025, nel quale venivano mostrate inquadrature del cadavere con evidenti macchie di sangue. La seconda è una puntata di «Zona Bianca» trasmessa il 9 luglio 2025, durante la quale sono stati mostrati dettagli relativi a una ferita e dei lividi sulla gamba della vittima. Entrambe le trasmissioni erano andate in onda in un momento di rinnovato interesse mediatico per il caso, legato all’inchiesta che aveva coinvolto Andrea Sempio.

I RECLAMI DEI GENITORI ACCOLTI

La ripartizione della multa riflette il peso delle rispettive violazioni: 51.091 euro sono stati addebitati per la puntata de «Le Iene», mentre 8.515 euro riguardano «Zona Bianca». Il Garante presieduto da Pasquale Stanzione ha stabilito che la trasmissione di quei dettagli visivi non soddisfaceva alcun requisito di essenzialità informativa. Secondo l’Autorità, mostrare il sangue e le ferite sul corpo della ragazza «nulla aggiunge alle notizie sulla vicenda, né risulta indispensabile a descrivere i modi particolari con cui si sono svolti i fatti». L’attenzione mediatica, ha concluso il Garante, aveva travalicato il diritto di cronaca, scivolando verso una «continua e morbosa spettacolarizzazione».

L’avvocato Longo ha commentato la decisione sottolineando che «la pubblicazione di immagini così crude del cadavere della vittima può essere giustificata, in base al principio della essenzialità, solo quando le immagini sono assolutamente indispensabili per illustrare al pubblico un vero elemento investigativo nuovo, che invece non c’era». La famiglia Poggi ha già depositato altri due reclami, attualmente in istruttoria presso il Garante, nei confronti di un’altra trasmissione televisiva e di un settimanale, per violazioni analoghe a quelle già sanzionate.

se la deterrenza È proporzionale alla multa…

Il caso si inserisce in un quadro normativo consolidato: il Codice deontologico dei giornalisti, integrato con le linee guida del Garante del 2019, vieta esplicitamente la pubblicazione di immagini di cadaveri quando non strettamente indispensabili alla comprensione di un fatto nuovo. Nel 2016 il Garante aveva ammonito emittenti per la gestione mediatica del delitto di Avetrana, ma le sanzioni economiche erano rimaste simboliche. I 59.606 euro odierni rappresenterebbero una delle multe più alte mai comminate in Italia per violazione della dignità di una vittima in ambito televisivo, anche se il massimo edittale previsto dal Regolamento europeo sulla privacy (GDPR) per simili infrazioni arriverebbe a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato globale.

— Showblitz

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*