di Franco Bagnasco
Vianello e Mondaini se ne sono andati, lasciando tutta la loro fortuna alla famiglia Magsino. Che mi ha ospitato nel talamo della coppia più famosa dello spettacolo
Ci sono cose che fai solo per amore. O per affetto profondo. Per esempio, piace pensare che proprio per
questo motivo Pier Silvio Berlusconi abbia comprato (a 1.45 milioni di euro) l’attico di Segrate, Milano 2,
che appartenne agli indimenticabili Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. 285 metri quadrati sviluppati
su due piani, con cinque camere da letto e cinque bagni, dove visse la coppia più formidabile dello
spettacolo italiano. Appartamento ereditato nel 2010 dalla famiglia Magsino, i domestici filippini con due
figli che per lustri hanno abitato proprio lì, riscaldando anche il cuore di Sandra e Raimondo. I Magsino li
vedete (insieme a me) nella foto portante di questo articolo.
«CHE NOIA CHE BARBA, CHE BARBA CHE NOIA…»
Si tratta di una riproduzione fedele della memorabile gag finale di “Casa Vianello”, quella del “Che barba, che noia!”, fatta però nella vera camera da letto dei Vianello (per essere precisi quella di Sandra, dal momento che dormivano in stanze separate) con i nostri nelle vestaglie degli “zii”, come li chiamavano. Insomma, una chicca per cultori del genere, che portai a casa nel 2019. Quest’immagine ha una storia, e ve la racconto. Ma prima, un passo indietro.
Se c’è una cosa che ho in comune con l’Amministratore Delegato di Mediaset, escludendo purtroppo il
conto corrente, è quest’amore senza confini per i Vianello. Non c’è nessuno che riesca a toccare così le
mie corde interiori. Scrivendo di spettacolo da una vita, ho avuto modo di conoscerli. Sandra fu molto
empatica nei confronti di alcuni problemi di salute di mio padre, che aveva condiviso; e verso Raimondo
ho sempre avuto un’ammirazione sconfinata. Per il suo riuscire a dipanare un misto di ironia, sarcarsmo e humour nero che me lo faceva venerare come una divinità pagana. La faccio breve: se tu dici “Vianello-
Mondaini”, io mi metto a piangere. Sul serio. Oggi. E se ne sono andati 15 anni fa.
LACRIME MAI COSÌ SENTITE
Così come piansi a goccioloni proprio sotto casa loro a Segrate il giorno dei funerali di Raimondo. Ero lì per lavoro, in teoria, accanto a un cameraman e davanti a una collega di “Studio aperto” che faceva la sua diretta col microfono in mano. E lacrimavo. Credo che abbia pensato: “Sto facendo un pezzo da Pulitzer: qui c’è persino gente che piange”.
Ma torniamo a quella foto del 2019. Contattai i Magsino, sempre restii e fino a lì silenti con la stampa, e li
convinsi a parlare e a farsi fotografare nella vera Casa Vianello. Un buon colpo. Proposi il servizio al mio
direttore di allora, Umberto Brindani (vi ricorda qualcuno?), che ne fu entusiasta, ma gli nascosi il mio
“perverso” secondo fine: riuscire a piazzarli nel lettone per clonare l’epicità del loro momento televisivo
più celebre. La prima soluzione sarebbe stata una buona esclusiva; la seconda la Cappella sistina dei
servizi. Puntigli da giornalisti appassionati. Non svelai il mio intero piano a Brindani perché qualora non
ci fossi riuscito nell’intento avrei fatto una figuraccia.
LA CALDA ACCOGLIENZA DELLA FAMIGLIA MAGSINO
Come fotografo mi assegnò Massimo Sestini, uno tra i migliori d’Italia. Pur di portare a casa “lo scatto” si
cala con gli elicotteri, si getta nel fuoco… Insomma, cosette da nulla. I Magsino (papà Edgar, mamma
Rosalie e i due figli, John Mark e Raimond) ci accolsero con calore. Mentre Massimo studiava la location,
io iniziai l’intervista e parlammo subito, ovviamente, di Sandra e Raimondo. Indovinate che cosa
successe. Esatto. Tempo cinque minuti mi commossi e iniziai a lacrimare come un vitello. Loro, più
imbarazzati di me, cercavano fazzoletti per tamponare. Io che abbozzavo: “Scusate, scusate, ora mi
passa”. E intanto pensavo: “Sì, però figlio mio devi farti vedere da uno bravo perché non esiste che
qualcuno usi la password “Vianello-Mondaini” e tu ti metta a piangere. Hai sofferto molto meno per
alcuni parenti. Datti una regolata!”.
RIUSCII A FINIRE NEL LETTONE PIÙ FAMOSO D’ITALIA
Al termine del faticoso scambio, come colto da un’intuizione del tutto improvvisa, esclamai: “Bene. Ma se invece di fare le solite pose banali, voi vi infilaste in camicia da notte nel lettone di Sandra e Raimondo, per far rivivere quel momento?”. Non so se li trovai in giornata buona o se fece compassione il mio psicodramma, che comunque rivelava amore allo stato puro. Fatto sta che i Magsino si guardarono, sorrisero, e accettarono di dar vita a quell’omaggio. Finito tutto, mi fiondai insieme a loro nel lettone per la foto ricordo. Oggi molti di coloro che la vedono, invece di ammirarne la plastica bellezza, mi rimproverano: “Sul letto con le scarpe da ginnastica? Vergogna! Profanatore!”. E a me non resta che rispondere come (credo) avrebbe fatto Raimondo, sibilando sottovoce: “Eh, pensa se me le fossi tolte…”.
📷 Massimo Sestini