di Viviana Viviani
Per il secondo anno la rassegna degli artisti di strada ha una fiche d’ingresso. Parrebbe una contraddizione in termini, ma bisogna fare i conti con molti costi e una macchina organizzativa che cresce
La 39ª edizione del Ferrara Buskers Festival si apre mercoledì 26 agosto nel centro storico e chiude domenica 30. Il tema è “Aspettati l’inaspettato”. Per il secondo anno l’inaspettato (quest’anno un po’ meno dello scorso) ha un prezzo: 12 euro il biglietto giornaliero, 25 euro l’abbonamento per le cinque giornate, ingresso libero fino ai 13 anni e per le persone con disabilità.
IL PREZZO DELL'INGRESSO CONTESTATO
È qui che a Ferrara si discute, e la contraddizione è in bella vista: la strada, per definizione, è democratica e non ha biglietteria. Ora invece una parte del centro storico verrà di fatto subordinata al biglietto per diverse ore al giorno, per cinque giorni. L’assessore alla Cultura Marco Gulinelli ha spiegato che «l’introduzione del biglietto d’ingresso si è resa necessaria perché tanti sono gli oneri»: sicurezza, servizio sanitario, personale tecnico, pulizie. Problemi concreti. Voci di costo reali, che qualcuno deve pagare.
I numeri raccontano una macchina complessa: 78 gruppi, 259 artisti da 27 Paesi, oltre 60 spettacoli al giorno divisi in slot da un’ora, selezionati su oltre 400 candidature.
SETTANTOTTO GRUPPI DA TUTTO IL MONDO
E poi ci sono i nomi. L’ultima giornata ospita Antonio Casanova, l’illusionista che il pubblico conosce come il mago inviato di Striscia la notizia, con The Uninvited; sempre domenica va in scena Il Bosco dell’Armonia di Augusto Ferrari ed Enrico Luparia, con Omar Pedrini e il contributo vocale di Moni Ovadia. I personaggi famosi, al Buskers Festival, ci sono sempre stati, ma spesso senza preavviso.
ANTONIO CASANOVA CHIUDE IL FESTIVAL
Se si guarda il livello di chi arriva – quest’anno con un filo che guarda a Oriente, dal Giappone alla Corea del Sud, da Hong Kong a Taiwan e all’Iran – il conto torna. D’altra parte, i buskers stessi non si improvvisano: dietro ogni numero ci sono anni di tecnica, tutelarli con un’organizzazione solida è un modo di riconoscerlo. Un po’ di casualità, e forse di magia, se ne è andata. Tutto il resto ha tenuto.