Il Dj e produttore, nome gigante (in tutti i sensi) della scena elettronica globale, si esibirà alla fine della rassegna del Libro possibile
Il 3 settembre a Vieste il Closing Party della XXV edizione del Libro Possibile ospiterà Afrojack, uno dei nomi più pesanti della scena elettronica globale. Un artista che non è solo un DJ: è un produttore, un imprenditore, un innovatore che ha lasciato impronte ovunque nella musica degli ultimi quindici anni.
Ecco 10 curiosità che raccontano chi è davvero la star che farà tremare il lungomare di Vieste.
1. È alto 2 metri e 04
Non è una metafora: Afrojack è letteralmente uno dei DJ più alti del mondo. La sua statura è riportata nelle biografie ufficiali.
2. Ha iniziato a produrre musica a 11 anni
A quell’età scopre Fruity Loops (FL Studio), il software che usa ancora oggi per creare i suoi brani.
3. A 14 anni già lavorava come DJ nei locali
Mentre i coetanei facevano i compiti, lui suonava nei pub e nei club della zona di Rotterdam.
4. Ha fondato la sua etichetta a soli 20 anni
Nel 2007 crea Wall Recordings, che diventerà una fucina di talenti della scena elettronica internazionale.
5. La sua svolta mondiale arriva con “Take Over Control” (2010)
Il singolo con Eva Simons diventa un successo planetario e ottiene il disco di platino negli Stati Uniti.
6. Ha vinto un Grammy
Nel 2011 conquista un Grammy Award per il remix di “Revolver” di Madonna, realizzato insieme a David Guetta.
7. Ha messo le mani su alcune delle hit più grandi degli anni 2010
Ha co-prodotto:
“Give Me Everything” di Pitbull (n.1 mondiale),
“Run the World (Girls)” di Beyoncé,
“Titanium” di David Guetta e Sia.
Tutte collaborazioni confermate dalle fonti.
8. È uno dei DJ più stabili nella Top 100 DJ Mag
Dal 2010 è sempre presente nella classifica, con un picco al 6º posto nel 2021 e nel 2022.
9. È CEO di LDH Europe
Oltre alla musica, Afrojack è anche un imprenditore: guida la divisione europea della società LDH, attiva nel management artistico.
10. Il suo nome d’arte nasce da un afro gigante
Negli anni ’90 portava un’enorme acconciatura afro. “Jack” era un termine comune nella house music dell’epoca. Da qui: Afro + Jack.