ARISA: «QUELLA RAGAZZA BRASILIANA CHE MI INSEGNÒ TANTO SULLA VITA E SUGLI UOMINI»

Arisa ha affidato ai social un testo molto personale, quasi un piccolo flusso di coscienza, in cui mette insieme ricordi, fame, libertà, errori e gratitudine. Il cuore del post sta tutto in questa immagine: «arrivai a Milano nel 1999», quando «l’euro stava entrando nelle nostre vite», ma lei dice di non aver avuto «grandi problemi a far di conto» perché le sue spese erano minime, tra «un’estate è un Twix quasi tutti i giorni» e «all’inizio del mese un panino grande col galbanino e il salamino milanese».

FAME E LIBERTÀ A MILANO

Il tono del racconto cambia presto e si fa più intimo. Arisa scrive che Milano «mi levava la fame, mi riempiva gli occhi e il cuore di gioia di vivere e libertà», e racconta di aver conosciuto «tante persone», tra cui «una ragazza brasiliana» che le «insegnò un bel po’ di cose sulla vita e sugli uomini». Poi arriva uno dei passaggi più vividi: «Tornava tutte le mattine all’alba io la sentivo rientrare, le bussavo e quando c’era l’avevo le portavo della frutta fresca perché già sapevo che aveva fumato tanto e aveva la bocca bruciata».

Nel testo c’è anche un senso molto netto di distanza dal passato, ma senza rimpianto sterile. Arisa scrive: «è troppo lunga da raccontare la mia vita», aggiungendo che «ad agosto compio 44 anni e non mi sembra vero, non ho ancora davvero imparato nulla». Subito dopo precisa però che «è meglio non vivere troppo nel passato, perché a ricordare il passato si rimane fermi», un passaggio che dà al post una sfumatura quasi da autofotografia emotiva.

La parte più riuscita del messaggio è forse quella in cui mette insieme fragilità e consapevolezza: «Ho molta nostalgia per la ragazzina impaurita e goffa che ero ma sono anche molto orgogliosa della donna che sono adesso». È una frase che suona come una dichiarazione d’identità, non costruita per stupire ma per fissare un prima e un dopo. E infatti il post si chiude con una gratitudine quasi luminosa: «non era scontato che sarei arrivata a cantare al @teatro_del_silenzio con @andreabocelliofficial», con «questo bel vestito» e «persone fantastiche pronte a gettarsi nel fuoco pur di farmi fiorire».

LA RAGAZZA BRASILIANA DELL'ALBA

Più che un semplice ricordo, quello di Arisa è un messaggio sul trasformarsi senza perdere il filo di sé. In poche righe passa dalla Milano povera e affamata alla donna che oggi sale su un palco prestigioso, e lo fa con un linguaggio diretto, pieno di immagini concrete e di virgolettati che sembrano quasi appunti di vita. È proprio questa materia grezza, sincera, a rendere il post così inquieto e così umano.

📷 Social

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