AMANDA KNOX NON RIESCE MAI A STARE ALLA LARGA DALLE POLEMICHE

Nel mirino il suo spettacolo Cartwheel, finito nel mirino di una petizione che ne chiede la cancellazione. Lei si difende: “E’ un omaggio a Meredith Kercher.

Amanda Knox torna al centro della discussione pubblica a quasi vent’anni dal caso Meredith Kercher. La sua nuova show, Cartwheel, presentato all’Edinburgh Festival Fringe, è finito nel mirino di una petizione che chiede di cancellarlo e che ha già superato le 10.000 firme, ma la protagonista respinge le accuse e rivendica il senso del progetto: non una provocazione gratuita, bensì un racconto su maternità, trauma e verità negate.

LA PETIZIONE CHE CHIEDE LA CANCELLAZIONE

La controversia è esplosa dopo l’iniziativa lanciata da Sally Alington, ex amica e collega di Meredith Kercher, secondo cui lo spettacolo “prenderebbe in giro” la tragedia e trasformerebbe in intrattenimento gli eventi legati all’omicidio della studentessa inglese. Ma Knox contesta duramente questa lettura: sostiene che nessuno tra i firmatari abbia visto lo show e definisce la petizione stessa una dimostrazione del meccanismo di stigmatizzazione che il suo spettacolo vuole denunciare.

Nelle sue dichiarazioni, Knox spiega che Cartwheel parla di maternità e del costo umano del dire la verità in un mondo che può rivelarsi ostile e ingiusto verso le donne. L’ex imputata aggiunge che lo spettacolo rende omaggio alla memoria di Meredith Kercher e richiama la violenza subita da entrambe, cercando di trasformare una storia di accusa, esposizione mediatica e sofferenza in una riflessione più ampia.

KNOX DIFENDE IL SUO SPETTACOLO

Secondo Knox, il Fringe è il luogo più adatto per un lavoro di questo tipo, proprio perché da sempre ospita spettacoli che affrontano temi difficili come lutto, trauma, salute mentale, dipendenze, identità e politica. In questo senso, la sua tesi è che il teatro comico e performativo non serva a banalizzare il dolore, ma a creare uno spazio in cui il pubblico possa guardarlo senza esserne schiacciato.

Il fronte del festival

Dal canto suo, l’Edinburgh Fringe non sembra intenzionato a intervenire. Il direttore della Fringe Society, Tony Lankester, ha spiegato alla BBC Radio Scotland che il festival “non ha paura delle controversie”, mentre il Gilded Balloon Teviot, venue che ospiterà lo spettacolo dall’7 al 17 agosto, ha ribadito la volontà di offrire spazio a voci diverse nel nome della libertà di espressione.

SALLY ALINGTON CONTRO CARTWHEEL

La decisione, insomma, sembra destinata a restare nelle mani degli organizzatori della sede e non del festival nel suo complesso. Una scelta che alimenta ulteriormente il dibattito: da una parte chi vede in Cartwheel un atto legittimo di espressione artistica, dall’altra chi lo considera un uso inopportuno di una vicenda che ha segnato profondamente la vita di Meredith Kercher e della sua famiglia.

Un caso che non si è mai davvero chiuso

OMAGGIO O PROVOCAZIONE A MEREDITH

Il nome di Amanda Knox continua a dividere perché il suo caso non è mai uscito del tutto dalla cronaca e dalla cultura pop. Condannata nel 2009 a 26 anni per l’omicidio di Kercher, fu poi assolta in via definitiva nel 2015 dopo il ribaltamento delle sentenze precedenti. Il titolo Cartwheel richiama proprio una delle accuse più note rivolte a Knox durante l’inchiesta, secondo cui avrebbe fatto delle capriole nella stazione di polizia dopo l’interrogatorio.

Ed è forse qui che la polemica diventa più ampia del solo spettacolo: ogni tentativo di Knox di riappropriarsi della propria storia finisce per scontrarsi con il peso simbolico del caso Kercher. Per alcuni è un diritto legittimo di narrazione; per altri, una ferita che non può essere trasformata in palco. Cartwheel, almeno per ora, resta in programma. E il dibattito, prevedibilmente, non si fermerà lì.

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