Con la stupenda Champagne arrivò a vendere 30 milioni di dischi
Peppino Di Capri si è spento oggi nella sua villa a Capri, dopo una lunga malattia. Aveva 87 anni. L’artista, nome all’anagrafe Giuseppe Faiella, nato sull’isola il 27 luglio 1939, lascia i figli Nico, avuto dalla prima moglie, ed Edoardo e Daria, nati da Giuliana Gagliardi. Nei decenni della sua carriera, Di Capri ha incarnato il connubio tra la tradizione partenopea e i ritmi moderni del rock and roll e dello swing. Come ricordato, «con lui la canzone napoletana indossò la minigonna». La sua discografia conta oltre 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo e una presenza costante al Festival di Sanremo, dove ha partecipato 15 volte, aggiudicandosi il primo posto in due occasioni: nel 1973 con «Un grande amore e niente più» e nel 1976 con «Non lo faccio più». Tra i brani più celebri figurano «Luna caprese» del 1955, «Let’s twist again» del 1961, «Roberta» del 1963 e soprattutto «Champagne» del 1973, pezzo che divenne praticamente sinonimo del suo nome. «Quando vado in qualsiasi teatro cominciano a gridare.
Il commento di Showblitz
Peppino Di Capri, il gran signore della musica italiana
Con la scomparsa di Peppino Di Capri, avvenuta a 87 anni nella sua villa a Capri, se ne va uno dei più eleganti interpreti della canzone italiana del dopoguerra. Giuseppe Faiella, questo il suo nome all’anagrafe, nato sull’isola il 27 luglio 1939, ha saputo incarnare con straordinaria classe quella rara alchimia tra tradizione napoletana e modernità che caratterizza i veri signori della musica.
La sua eleganza non era meramente formale, ma sostanziale: risiedeva nel modo in cui ha trasformato la canzone partenopea, facendola respirare ritmi contemporanei senza tradirne l’anima. Come magistralmente sintetizzato, «con lui la canzone napoletana indossò la minigonna». Era questa la marca di un artista che non temeva di contaminare il classico con il moderno, il tradizionale con lo swing e il rock and roll, mantenendo sempre una dignità stilistica impeccabile.
I numeri della sua carriera testimoniano questa grandezza senza ostentazione: oltre 30 milioni di copie vendute nel mondo intero, una presenza costante al Festival di Sanremo con 15 partecipazioni, e due vittorie nella competizione più prestigiosa della canzone italiana, nel 1973 con «Un grande amore e niente più» e nel 1976 con «Non lo faccio più». Questi successi non erano il risultato di operazioni commerciali estemporanee, ma di un lavoro artistico coerente e riconoscibile.
La vera eleganza di Peppino Di Capri consisteva in questa capacità di mantenere uno standard qualitativo altissimo pur rimanendo pienamente inserito nella cultura popolare italiana, senza mai condiscendenza. Ha dimostrato che si poteva essere contemporanei senza rinnegare le radici, sofisticati senza essere algidi, vincenti senza essere arrivisti. Per questo merita appieno il titolo di gran signore: non per affettazione, ma per coerenza e autenticità di una scelta artistica che ha attraversato decenni rimanendo sempre se stesso.
— Showblitz