Era Walter White Jr., detto Flynn, il figlio di Walter White nella serie che ha cambiato la storia della televisione. Un personaggio apparentemente secondario, spesso seduto a tavola davanti a un piatto di uova e pancetta, ma protagonista di alcuni dei momenti più umani e dolorosi di Breaking Bad. RJ Mitte (ritrovato morto suicida) ha saputo trasformarlo in molto più di un ragazzo con una disabilità: era la coscienza pulita di una famiglia travolta dalle menzogne
In Breaking Bad, il mondo di Walter White è fatto di droga, denaro, violenza e segreti. Ma c’è un luogo in cui, almeno inizialmente, sembra sopravvivere la normalità: il tavolo della colazione. È qui che incontriamo spesso Walter White Jr., interpretato da RJ Mitte, il figlio adolescente del protagonista, affettuosamente chiamato Flynn. Le sue richieste di pancake, uova e pancetta sono diventate una delle gag ricorrenti più riconoscibili della serie, al punto da trasformarsi in un fenomeno di culto tra gli appassionati. Una leggerezza solo apparente, perché proprio quei momenti domestici mostrano quanto sia profondo il contrasto tra il padre che la famiglia crede di conoscere e l’uomo che Walter sta diventando.
LA COLAZIONE COME SIMBOLO FAMILIARE
La scena dei bulli e la reazione di Walter. Tra i momenti più significativi delle prime stagioni c’è quello ambientato in un negozio di abbigliamento. Flynn ha bisogno dell’aiuto dei genitori per indossare un paio di pantaloni e alcuni ragazzi cominciano a deriderlo, prendendo di mira le sue difficoltà motorie e nel linguaggio. Walter assiste alla scena e reagisce con una violenza che sorprende chi lo conosce come un professore mite e remissivo. È un episodio importante perché rivela contemporaneamente il dolore del figlio, l’istinto protettivo del padre e un lato aggressivo di Walter che emergerà sempre più spesso. Per Mitte, che aveva vissuto personalmente esperienze di bullismo, non era soltanto una scena da interpretare: era un confronto con ricordi dolorosi della propria adolescenza.
Quando Flynn sceglie di chiamarsi con un altro nome. Il soprannome Flynn è un altro dettaglio significativo. Il ragazzo vuole distinguersi dal padre e costruirsi un’identità autonoma, anche se per buona parte della storia continua a considerare Walter un punto di riferimento. È proprio questa fiducia a rendere drammatica la progressiva scoperta della verità: mentre il pubblico assiste alla trasformazione di Heisenberg, Flynn rimane a lungo fuori dal quadro, convinto di vivere in una famiglia ordinaria. La sua estraneità agli affari criminali del padre non è un limite narrativo, ma uno degli strumenti attraverso cui la serie misura il prezzo umano delle scelte di Walter.
Il figlio che si schiera con la madre. Quando la doppia vita di Walter comincia a distruggere definitivamente la famiglia, Flynn smette di essere soltanto il ragazzo che vuole proteggere il padre. Nelle scene più tese dell’ultima parte della serie, la sua lealtà si sposta verso Skyler e la sorellina Holly. Il momento in cui si mette contro Walter è uno dei passaggi decisivi del personaggio: il figlio che aveva creduto nella bontà del padre si trova davanti a un uomo che non riconosce più. È una svolta dolorosa, perché segna la fine della fiducia incondizionata che aveva caratterizzato il loro rapporto.
LA COSCIENZA PULITA DI FLYNN
La telefonata che spezza ogni illusione. Nel finale, quando Walter tenta di ricontattare la famiglia, il rapporto con il figlio è ormai irrimediabilmente compromesso. Flynn non vuole più ascoltare le giustificazioni paterne e il legame affettivo che aveva sostenuto tante scene delle prime stagioni si trasforma in una distanza dolorosa. È uno dei contrasti più forti dell’intera conclusione: Walter ha costruito un impero criminale, ma non può più recuperare la fiducia di suo figlio. Il ragazzo che chiedeva la colazione al padre diventa il testimone più duro del suo fallimento come genitore.
RJ Mitte non era il protagonista assoluto di Breaking Bad, e il suo personaggio non aveva il peso narrativo di Walter White o Jesse Pinkman. Eppure la sua presenza contribuiva a ricordare allo spettatore che, dietro la discesa criminale del protagonista, esistevano persone reali destinate a pagarne le conseguenze. Nato con una forma di paralisi cerebrale, Mitte portò sullo schermo un’esperienza personale che contribuì a rendere più autentico il personaggio, senza ridurlo alla sua disabilità. In seguito si è impegnato anche nella sensibilizzazione sui diritti delle persone disabili. Il suo lavoro resta legato soprattutto a Flynn: un ragazzo imperfetto, ironico, affettuoso e capace, nel momento decisivo, di riconoscere che l’uomo che amava non era più quello che credeva.