di Franco Bagnasco
C’è una vera famiglia di Albuquerque che da anni paga il conto della scena più assurda di Breaking Bad: quella in cui Walter White scaglia una pizza intera sul tetto del garage. I fan l’hanno rifatta così tante volte che i proprietari hanno dovuto recintare casa, e perfino Vince Gilligan ha dovuto implorarli di smetterla. È solo uno dei segreti dietro la serie
Nella seconda puntata della terza stagione c’è una scena piccola e feroce: Walter White, cacciato di casa, si presenta alla porta della moglie con una pizza per tentare la pace, viene respinto e, in un gesto di rabbia impotente, scaglia la pizza intera che atterra, spiaccicata e perfetta, sul tetto del garage. Dura pochi secondi. Eppure è diventata una delle immagini più imitate della televisione recente, e ha trasformato la vita di una famiglia vera in un piccolo incubo.
LA SCENA DEL LANCIO RABBIOSO
Perché quella casa esiste davvero, è una normale abitazione di Albuquerque abitata da gente in carne e ossa, e da quando la scena è diventata di culto frotte di turisti ci si sono messi a lanciare pizze sul tetto per rifare il gesto di Walter. Per anni. Tra pizze, soste moleste e qualche atto di vandalismo, la proprietaria è arrivata al punto di contattare direttamente l’autore della serie. Vince Gilligan, in un episodio del suo podcast, ha dovuto spendere parole che un creatore non si aspetta mai di dover dire: non c’è niente di originale o divertente nel gettare una pizza sul tetto di quella signora, lo hanno già fatto in tanti, non siete i primi. Jonathan Banks, il Mike della serie, è stato più spiccio: se vi becco a farlo, vi do la caccia. Alla fine i proprietari hanno dovuto mettere una recinzione per tenere i fan e le loro margherite a distanza.
La beffa è che quella pizza, nella finzione, è un piccolo miracolo di precisione. La scena fu girata in un solo ciak: Bryan Cranston lanciò la pizza intera e la centrò sul tetto al primo tentativo. Un colpo di fortuna diventato leggenda, che spiega anche perché nessuno abbia più voluto ritoccare quel momento.
LA FAMIGLIA BERSAGLIO DEI FAN
Ma Breaking Bad è una miniera di storie così, e quasi nessuna è come sembra. La più impressionante riguarda Jesse Pinkman, il ragazzo che per molti è il cuore emotivo della serie: non doveva arrivare vivo alla seconda stagione. Nei piani originali di Gilligan, Jesse sarebbe morto alla fine della prima annata. A salvarlo furono due cose: lo sciopero degli sceneggiatori del 2007-2008, che accorciò la stagione e fece slittare quei piani, e soprattutto la bravura di Aaron Paul, così evidente da convincere tutti che uccidere quel personaggio sarebbe stato un delitto. Senza quello sciopero, probabilmente, metà della serie che amiamo non esisterebbe.
Non era scontato nemmeno il protagonista. Per il ruolo di Walter White la rete pensava a volti ben più rassicuranti: la parte fu offerta prima a John Cusack e a Matthew Broderick, che la rifiutarono. Solo dopo i loro no Gilligan riuscì a imporre il suo candidato, Bryan Cranston, mostrando ai dirigenti una vecchia interpretazione dell’attore in un episodio di X-Files per convincerli che quell’uomo conosciuto soprattutto come il padre imbranato di una sitcom poteva reggere un mostro. Aveva ragione lui.
PIZZE E ATTI VANDALICI
Anche l’oggetto più famoso della serie dopo il cappello di Heisenberg, la metanfetamina blu, è un piccolo inganno rassicurante: non è droga, ovviamente, ma caramella. Erano cristalli di zucchero candito blu, prodotti ad Albuquerque dalla cosiddetta “signora delle caramelle” della città, un dolce talmente innocuo che gli attori potevano sgranocchiarlo tra un ciak e l’altro. Cranston stesso lo ha confermato ridendo: era rock candy, zucchero, niente di più.
C’è poi una scelta geniale nascosta in bella vista: l’automobile di Walter. Quel catorcio verdolino che il professore si trascina per mezza serie è una Pontiac Aztek, un modello passato alla storia come una delle auto più brutte mai costruite. Non è un caso: la produzione la scelse apposta proprio perché era goffa, mediocre, invisibile, lo specchio perfetto dell’uomo grigio e frustrato che era Walter all’inizio. Quando Walter cambia, cambia anche la macchina.
GILLIGAN IMPLORA I TURISTI
E per chi ama i dettagli maniacali, Breaking Bad ne nasconde uno che quasi nessuno ha notato in diretta. I titoli dei quattro episodi della seconda stagione che contengono dei misteriosi flashforward, se letti in fila, compongono una frase: “Seven Thirty-Seven Down Over ABQ”, cioè un Boeing 737 che precipita sopra Albuquerque. Era l’annuncio, nascosto per un’intera stagione sotto gli occhi di tutti, della tragedia aerea che chiude quell’annata.
Un’ultima, piccola curiosità da set: l’intera serie, oggi inseparabile dalle strade e dai cieli enormi del New Mexico, non doveva nemmeno essere ambientata lì. In origine la storia era pensata per Riverside, in California; il trasloco ad Albuquerque nacque da una ragione prosaicissima, gli incentivi fiscali più convenienti. Poi la città è entrata così a fondo nel sangue della serie da diventarne, di fatto, un personaggio. A volte le cose migliori nascono per sbaglio, o per risparmiare due soldi.