Dal 15 al 17 ottobre il Teatro Massimo ospita la 19ª edizione del premio intitolato al musicista sardo
La 19ª edizione del Premio Andrea Parodi si apre il 15 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari e si chiude il 17, data che coincide con il ventennale esatto della morte del musicista, scomparso nel 2006. La coincidenza conferisce alla manifestazione un peso simbolico particolare, che attraversa l’intero programma della tre giorni.
DAL SARDO AL WORLD MUSIC
Parodi aveva costruito la sua reputazione prima con i Tazenda, gruppo che negli anni Novanta portò il sardo nella musica pop italiana con risultati di rilievo nazionale, e poi con una carriera solista orientata alla world music. È proprio questo genere a fare da filo conduttore del premio, strutturato attorno a un contest internazionale: sette finalisti selezionati tra centinaia di candidature, provenienti da India, Colombia, California, Campania, Friuli, Calabria e da un ensemble italo-spagnolo-romeno. Due concorrenti inizialmente annunciate, Federica Fruscella e Indelicato, non parteciperanno per problemi organizzativi.
Tra gli ospiti delle serate, il trombettista Paolo Fresu si esibirà con Bebo Ferra e Pierpaolo Vacca e riceverà il premio Albo d’oro 2026. Sul palco anche Bungaro, Gigi Marras, Luisa Briguglio — vincitrice del concorso nel 2025 — e il progetto Bent’e Mari, che riunisce Elena Ledda, Matteo Leone, Marzouk Mejri e Roberto Taufic in una produzione originale Medinsard. La direzione artistica è di Elena Ledda; la conduzione delle serate è affidata a Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.
Il format del concorso si sviluppa nelle tre serate con modalità progressive: il primo giorno i finalisti presentano il brano in gara e uno del proprio repertorio; il secondo ripropongono la canzone in gara affiancata da un brano di Parodi; il terzo eseguono solo il pezzo in competizione. Al termine della serata conclusiva vengono assegnati il premio assoluto, quello della critica e una serie di menzioni per testo, musica, arrangiamento, interpretazione, migliore reinterpretazione di un brano di Parodi, e premi della giuria internazionale, dei concorrenti e del pubblico giovane in sala.
FRESU E GLI OSPITI ATTESI
Le giurie sono tre — tecnica, critica e internazionale — e coinvolgono operatori da Italia, Svizzera, Regno Unito, Olanda, Repubblica Ceca, Francia, Spagna, Polonia e Slovenia. Il vincitore assoluto riceve una borsa di studio di 2.500 euro e la possibilità di esibirsi nel 2027 in festival partner come l’European Jazz Expo, Folkest e il Festival del Torto. Il vincitore del premio della critica ottiene la produzione di un videoclip professionale.
Il programma diurno include seminari sui diritti degli artisti e sul diritto d’autore, la proiezione di «Andrea Parodi, immagini e memoria» tratta dall’archivio del Museo Multimediale Andrea Parodi, uno showcase dell’Accademia i Fiori, e sabato mattina una puntata di «Musiche in Italia» registrata in collaborazione con Rai Radio Techete’, con Elena Ledda, Ottavio Nieddu e Bungaro a commentare documenti sonori d’archivio. Chiude il programma diurno un talk su premi musicali, artisti emergenti e politiche culturali, a cura di Jacopo Tomatis dell’Università di Torino.
Parodi, Tazenda e la nicchia world music
I Tazenda, la band con cui Parodi raggiunse la notorietà, ottennero nel 1991 il quarto posto a Sanremo con «Spunta la luna dal monte», brano in sardo campidanese scritto con Fabrizio De André, che rimane uno degli episodi più citati nella storia della canzone in lingua regionale al festival. La world music italiana, genere di nicchia con un mercato interno stimato in meno del 2% delle vendite discografiche nazionali, sopravvive in larga misura grazie a premi e festival come questo, che fungono da unico circuito distributivo strutturato per artisti non anglofoni. Il Premio Andrea Parodi è tra i pochi contest italiani ad avere una giuria internazionale con rappresentanti di testate come «Songlines» e «fRoots», entrambe punto di riferimento globale per gli operatori del settore. Va ricordato che la prima edizione del premio risale al 2008, appena due anni dopo la morte di Parodi, e che negli anni ha contribuito a lanciare nomi poi affermatisi nel circuito europeo della musica tradizionale e di confine.
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