QUANDO LE STAR BREVETTANO • JACKSON UN PASSO DI DANZA, ZEPPO MARX I MORSETTI PER LE ATOMICHE

Nell’anno in cui ci ripetiamo che la tecnologia ci ruberà la fantasia, vale la pena ricordare che i più creativi di tutti spesso erano anche ingegneri. Sette volti celebri che hanno depositato un brevetto vero, con tanto di numero: e qualcuno ha cambiato il mondo molto più che con un film

C’è un equivoco comodo che gira dal principio del 2026, l’anno in cui non si parla d’altro che di macchine, algoritmi e intelligenze artificiali: che da una parte ci sia la creatività, gli artisti, i sognatori, e dall’altra la tecnica, gli ingegneri, i cervelli. Due mondi separati. Peccato che la storia dello spettacolo dica l’esatto contrario. Alcune delle persone più famose per una faccia, una voce o un passo di danza avevano una seconda vita segreta fatta di disegni tecnici, prototipi e uffici brevetti. Non hobby da salotto: brevetti registrati, con numero, alcuni dei quali ci portiamo ancora addosso. Eccone sette.

Hedy Lamarr. Hollywood la vendeva come “la donna più bella del mondo” e le faceva recitare la parte della statua che respira. Nel tempo libero, invece, l’attrice austriaca inventava. Nel 1942, insieme al compositore George Antheil, depositò il brevetto numero 2.292.387: un sistema di comunicazione segreta che cambiava di continuo frequenza per non farsi disturbare, pensato per guidare i siluri senza che il nemico li intercettasse. La Marina statunitense lo mise in un cassetto, il brevetto scadde prima ancora che qualcuno lo usasse davvero, e solo decenni dopo quella stessa idea — saltare da una frequenza all’altra — è diventata uno dei mattoni delle tecnologie senza fili che usiamo ogni giorno. Nel 2014 l’hanno finalmente messa nella National Inventors Hall of Fame. La donna più bella del mondo aveva anche il cervello più avanti di tutti.

Michael Jackson. Nel video e nei concerti di “Smooth Criminal” c’è quel momento in cui lui e i ballerini si inclinano in avanti di quarantacinque gradi, ben oltre il punto in cui un essere umano dovrebbe cadere di faccia. Non era un trucco di montaggio: era ingegneria. Jackson risulta tra i firmatari del brevetto numero 5.255.452 del 1993, “metodo e mezzi per creare l’illusione dell’antigravità”: scarpe speciali con un aggancio nel tallone che si incastrava in un perno nascosto nel palco. Uno dei pochissimi casi al mondo di un passo di danza depositato all’ufficio brevetti.

Marlon Brando. Il Padrino, l’uomo che ha ridefinito il mestiere dell’attore, negli ultimi anni era ossessionato dalle percussioni. Talmente ossessionato da brevettare, nel 2002 — poco prima di morire — un dispositivo per tendere e accordare la pelle dei tamburi (brevetto numero 6.812.392), uno di diversi che depositò sul tema. Non è mai diventato un prodotto da negozio, ma resta lì: il più grande di tutti che, invece di godersi la leggenda, disegnava congas.

Zeppo Marx. Nella coppia comica più famosa della storia lui era quello che nessuno ricorda: il “bello” senza battute, la spalla dei fratelli Marx. Ma è anche quello che ha fatto le cose più serie di tutti. Zeppo fondò la Marman Products, un’azienda di ingegneria meccanica che durante la guerra produsse pezzi militari, una motocicletta e soprattutto i celebri “morsetti Marman”, le fasce che tenevano ferme le bombe atomiche dentro i bombardieri Enola Gay e Bockscar. Più tardi brevettò anche un orologio da polso che misurava il battito e suonava un allarme se il cuore andava in tilt: praticamente lo smartwatch cardiaco, con mezzo secolo di anticipo. Il meno famoso dei Marx è quello che ha lasciato l’impronta più pesante sul Novecento.

Julie Newmar. La prima, indimenticata Catwoman della serie tv anni Sessanta non si limitava a indossare i costumi: se ne inventava di suoi. Nel 1975 brevettò (numero 3.914.799) una calzamaglia modellante studiata per valorizzare il lato B, che poi mise sul mercato con il marchio “Nudemar”. La gatta più sexy della tv che diventa imprenditrice della propria silhouette.

Eddie Van Halen. Il chitarrista che ha rivoluzionato il modo di suonare con la tecnica del tapping a due mani aveva un problema pratico: per usare entrambe le mani sulla tastiera serviva un modo per tenere ferma la chitarra. Così nel 1987 brevettò (numero 4.656.917) un supporto ribaltabile da agganciare allo strumento per suonarlo quasi in orizzontale. L’eroe della sei corde che deposita all’ufficio brevetti non una canzone, ma il modo di suonarla.

Jamie Lee Curtis. E qui la storia si fa quasi commovente. La regina dell’horror ha davvero un brevetto — il numero 4.753.647 del 1987 — per un pannolino usa e getta con una tasca impermeabile che tiene dentro le salviette, così hai tutto a portata di mano quando cambi il bambino. Idea semplice e geniale. Non ci ha mai guadagnato un centesimo, e per scelta: ha dichiarato che non concederà mai la licenza finché le aziende non produrranno pannolini biodegradabili. Un’invenzione tenuta chiusa in un cassetto per principio. In un elenco di star che hanno brevettato di tutto, è forse l’unica ad aver brevettato anche una coscienza.

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