Le pagine intonse di «Tau. In segno d’amore» diventano un fenomeno social spontaneo
Un libro con le pagine da tagliare, nel 2026, è diventato un caso. «Tau. In segno d’amore», il volume scritto da Claudio Baglioni e Michele Caccamo e pubblicato da Castelvecchi, è già arrivato alla ristampa e ha innescato una conversazione inattesa sui social network.
Il motivo è nelle 228 pagine intonse che il lettore si trova davanti al momento dell’acquisto. Per chi non ha mai incontrato questa tecnica editoriale — tipica della stampa artigianale e dei volumi pregiati di fine Ottocento e inizio Novecento — l’effetto è disorientante: le pagine risultano chiuse lungo il margine, e per leggerle occorre separarle con un tagliacarte o con un oggetto appuntito. Molti lettori, evidentemente alla prima esperienza con questo formato, hanno condiviso foto, video e tutorial online, alimentando un passaparola che ha contribuito alle vendite e alla ristampa.
L’opera, concepita nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, ha ricevuto riscontri molto positivi dai lettori e nelle recensioni online.
Il libro è strutturato in otto notti narrative che mettono in dialogo san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova. Antonio, malato e vicino alla morte, riceve la presenza di Francesco come richiamo alla propria vocazione originaria. Il percorso si ispira alle fonti francescane, dagli scritti di Tommaso da Celano al Cantico delle creature, e riflette sulla povertà come rinuncia non solo ai beni materiali, ma a ogni forma di possesso, identità e definizione.
«In un tempo che insegue sempre più l’accumulo e il possesso, abbiamo scritto di due uomini che si sono spogliati di tutto, per essere essenza dell’essenziale. Ognuno a fare la sua parte». — Claudio Baglioni
«Con Claudio abbiamo costruito questo libro facendo convergere pensiero, visione e scrittura, parola dopo parola, perché Francesco e Antonio non restassero trattenuti nella sola devozione, ma riemergessero come due vite nelle quali Dio si è reso visibile». — Michele Caccamo
La scelta delle pagine intonse, pensata come gesto simbolico, è diventata parte dell’esperienza di lettura: un rito che, dalle mani dei lettori, è passato alle loro bacheche social.
Baglioni editore, un fenomeno sottovalutato
Claudio Baglioni resta uno degli autori italiani con il maggiore capitale di fedeltà: il suo «Tutti qui» del 1985 vendette oltre 800.000 copie, e il tour «Al centro» del 2016-2017 registrò circa 500.000 spettatori in sessanta date. Castelvecchi, la casa editrice che pubblica «Tau», è nota per operazioni editoriali di nicchia con forte vocazione culturale, e la scelta delle pagine intonse richiama precedenti illustri come le edizioni Einaudi degli anni Cinquanta curate da Giulio Bollati. Il fenomeno social delle pagine da tagliare ricorda quanto accadde nel 2019 con certi volumi della collana «Nuovi coralli» di Einaudi ritrovati in biblioteche: foto virali, dibattito, riscoperta. Nel mercato librario italiano, dove il segmento narrativa e poesia di qualità fatica a superare le 3.000 copie di media per titolo, una ristampa rapida segnala un risultato commerciale tutt’altro che scontato.
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